Giocodanza

Giocodanza®

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Il metodo Giocodanza® nasce dalla ricerca e dalle esperienze di Marinella Santini.

Il metodo Giocodanza®

Dopo una vita dedicata alla Danza Classica Accademica, con un diploma conseguito all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, Marinella Santini ha scelto di proseguire il suo percorso dedicandosi ai bambini, creando un metodo per avvicinare i bambini alla danza che ha chiamato Giocodanza®, che è oggi un marchio depositato, a garanzia di qualità degli operatori che lo usano.Il Giocodanza® ha l’obiettivo di accostare ed educare il bambino alla danza attraverso il gioco, considerando l’attività ludica nel suo aspetto educativo. Attraverso giochi di immaginazione e fantasia e nel pieno rispetto del proprio sviluppo psico – fisico, infatti, il bambino viene condotto alla conoscenza del corpo e delle sue possibilità motorie ed espressive, alla conoscenza dello Spazio, del Tempo, della Forma, ecc. I concetti primari della Danza vengono introdotti nella lezione sotto forma di gioco, utilizzando anche attrezzi – giocattolo e oggetti di uso quotidiano, atti a suscitare ulteriori stimoli creativi. L’approccio alla danza sarà in tal modo spontaneo e naturale e, nello stesso tempo, il bambino viene educato, non solo al movimento, ma alla conoscenza di sè, acquisendo in tal modo la consapevolezza ed il controllo delle proprie espressioni emotive e comportamentali. è di educare il bambino al movimento, alla coscienza di sé e alla conoscenza del corpo, in modo che possa acquisire capacità di controllo delle proprie espressioni emotive e comportamentali e migliorare le capacità cognitive. Attraverso il gioco e la fantasia, si conduce inoltre il bambino alla scoperta (o ri-scoperta) delle proprie potenzialità artistiche e creative.

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Cosa accade durante una lezione di Giocodanza®?

Durante la lezione l’insegnante struttura gradatamente gli spazi, definisce una sequenza di attività ed una logica temporale.

Il bambino che partecipa alla lezione si sente rassicurato nel ritrovare spazi, luoghi, tempi e materiali a lui noti, da dove ripartire nel percorso di gioco ed apprendimento, evolvendo anche da un punto di vista cognitivo.

Attraverso lo spazio, l’insegnante si accoglie e risponde alle richieste profonde del bambino, favorendone i processi creativi e la formazione del pensiero.

Tenendo conto che le attività sono qualcosa di unico e diverso per ogni incontro, si possono comunque distinguere rituali, regole e tempi definiti:

– un momento iniziale in cui i bambini sono raccolti in cerchio, viene loro annunciato il materiale a disposizione e ricordate le regole (legate soprattutto al rispetto degli altri, di se stessi e del luogo);

– la lezione vera e propria, con danze-gioco per la conoscenza del corpo e delle sue possibilità motorie ed espressive, alla conoscenza dello Spazio, del Tempo, della Forma, ecc.

– i concetti primari della Danza vengono introdotti nella lezione sotto forma di gioco, utilizzando anche attrezzi – giocattolo e oggetti di uso quotidiano;

– un momento finale di dialogo su quanto avvenuto durante il gioco, di rappresentazione grafica e manipolativa, al fine di tradurre la propria emotività in linguaggi diversi e più accessibili.