I balletti in danza classica: Coppélia e La Sylphide

Le trame dei balletti

Chi ama la danza classica si affaccia alla visione dei balletti più famosi. A volte non è semplice capirne le trame, e per godere al meglio dello spettacolo è bello invece conoscerle. Ecco una piccola selezione di trame dei balletti famosi, per saziare la curiosità degli appassionati.

Coppélia, o La fille aux yeux d’émail

Il Balletto classico

Balletto Coppélia

Balletto pantomimico in due atti e tre scene. Coreografia di Arthur Saint-Léon. Musica di Léo Delibes. Libretto di Charles Nuitter e Arthur SaintLéon. Scene di Charles Cambon, Edouard Despléchin e Jean Baptiste Lavastre. Costumi di Paul Lormier. Parigi, Opéra, 25 maggio 1870. Interpreti: Giuseppina Bozzacchi (Swanilda), Eugénie Fioere (Frantz), François Dauty (Coppelius).

 

L’ARGOMENTO. Primo atto. Nella piazza di un villaggio della Galizia, la giovane Swanilda giunge danzando davanti alla casa del dottor Coppelius, fabbricante di giocattoli, e cerca di attirare l’attenzione di Coppélia, come sempre seria e immobile alla finestra, strana fanciulla che gli abitanti del villaggio credono figlia del vecchio artigiano-mago. Di lei si è invaghito Frantz, fidanzato di Swanilda, che lo vede appunto arrivare e lanciare un bacio verso la finestra. La ragazza, gelosa, scherza capricciosamente con Frantz e danza con le amiche; tutti si uniscono poi in una czàrdds. Sgombra la piazza, Coppelius esce di casa e si allontana lasciando cadere distrattamente la chiave. Swanilda e le amiche la trovano e, mosse da curiosità, entrano nella casa. Coppelius torna cercando ansiosamente la sua chiave; trovata la porta aperta, si precipita dentro mentre anche Frantz, credendo lontano il dottore, si introduce nella casa attraverso una finestra. Secondo atto.

La Coppélia un balletto Classico

Il Balletto classico

Le ragazze entrano furtivamente nel laboratorio dove, in un angolo, è seduta Coppélia; Swanilda le si avvicina timorosa e scopre con gioia che è soltanto una bambola meccanica, mentre le altre azionano divertite gli automi che popolano il laboratorio. Coppelius irrompe furioso nella stanza e scaccia le intruse; soltanto Swanilda non riesce a guadagnare la porta e si nasconde nell’angolo di Coppélia, sostituendosi alla bambola. Frantz arriva e, sorpreso dal vecchio indignato, gli confessa di amare sua “figlia” Coppélia e di volerla sposare. Folgorato da un’idea, Coppelius si finge cordiale e fa bere all’ospite un liquore narcotizzato: caduto Frantz privo di sensi, il dottore gli porta vicino la sua preziosa bambola (in realtà Swanilda) e ricorre ad arti magiche per trasfondere la vita del giovane alla propria inanimata creatura che egli ama come fosse una vera figlia. Swanilda asseconda l’operazione e finge di passare gradualmente dal movimento meccanico a una radiosa vitalità umana; davanti a Coppelius incantato e gioioso, ella esegue due brillanti danze (spagnola e scozzese) finché, stanca del gioco, mette sottosopra capricciosamente il laboratorio e sveglia Frantz, mostrando al dottore la sua vera Coppélia in un angolo. I due giovani se ne vanno felicemente riuniti, mentre Coppelius abbraccia tristemente il suo freddo manichino. Nella piazza del paese si festeggiano le nozze di Swanilda e Frantz con una lunga festa danzante, interrotta solo dalla cerimonia nuziale e da un’ultima breve apparizione del misantropo Coppelius.

La Sylphide

Il Balletto classico

Il Balletto La syphide

Balletto in due atti. Coreografia di Filippo Taglioni. Musica di Jean Schneitzhoefier. Libretto di Adolphe Nourrit. Scene di Pierre Ciceri. Costumi di Eugène Lami. Parigi, Opéra, 12 marzo 1832. Interpreti: Maria Taglioni (la Sylphfide), Ioseph Marilier (Jamesi, Lise Noblet (Effie), M.me Elie (Magde) M. Elie (Gum).

L’ARGOMENTO. La vicenda è ambientata in un villaggio scozzese e nel bosco vicino.

Primo atto. James attende addormentato su una poltrona vicino al caminetto l’alba del giorno che vedrà le sue nozze con Effie. Sorge presso di lui uno spirito alato, una Silfide, che lo contempla amorevolmente e lo desta al fine con un bacio. James tenta di afferrare la visione che da tempo turba i suoi sogni, ma la Silfide sparisce danzando. Giungono Effie, sua madre e i vicini per i preparativi delle nozze; con loro è Gum, innamorato deluso di Effie.

Una vecchia fattucchiera, Magde, scacciata in malo modo da James e confortata da Effie e Gum, predice che la fanciulla, non amata dal suo fidanzato, sposerà invece Gum.

Rimasto solo, James rivede la Silfide che, pur sfuggendogli, confessa il suo amore per lui e lo invita a seguirla; Gum vede la scena e corre a chiamare Effie perché assista al tradimento, ma James nasconde l’immateriale creatura col suo mantello, sulla poltrona, e quando Gum leva il mantello la poltrona appare vuota.

Durante la festa e le danze che seguono, la Silfide si aggira visibile soltanto a James che invano la insegue, e infine gli strappa di mano l’anello destinato alla fidanzata, fuggendo verso la foresta. James si sottrae alla festa, lasciando Effie in pianto; Gum guida gli ospiti, costernati, alla ricerca del promesso sposo scomparso.

IL Balletto classico la sylphide

Il Balletto classico

Secondo atto. La strega Magde e il suo seguito demoniaco lavorano in un antro notturno attorno a un calderone, nel quale tuffano una sciarpa vaporosa.

La scena è ora un fitto bosco, nel quale trasvolano leggere le silfidi; entra James inseguendo la Silfide, che ormai ama dimentico di sé, anche se ella continuamente gli sfugge, pur mostrandogli tenerezza. Nel frattempo Gum, Effie e gli altri hanno desistito dalle inutili ricerche.

Torna James, ancora deluso, e la strega gli appare per donargli una sciarpa con la quale potrà trattenere la Silfide. Egli infatti attrae l’amata, e con un inganno la cinge con la sciarpa magica; subito le ali della Silfide cadono, ed ella perde la vita tra le braccia del giovane, disperato. 

Un corteo di silfidi scende a raccogliere la sorella morta, portandola via a volo tra gli alberi. James, sconvolto, cade al suolo, mentre da lontano si intravvede la festa nuziale di Effie e Gum.

La strega Magde esulta della vendetta compiuta.