Protagonista: Hanya Holm

Hanya Holm ( 1893,Worms, Germania- 1992, New York City)

ballerina Hanya Holm

Protagonista: Hanya Holm

La storia personale di Hanya Holm è una perfetta personificazione della trasposizione culturale che avvenne tra la cultura europea e New York nei primi decenni del XX secolo. Il grande crack economico della Germania e il conseguente  delinearsi del clima culturale nazista certamente furono tra le cause principali della scelta di molti artisti di trasferirsi in America. Ma Hanya Holm lo fa veramente all’ultimo momento, nel 1931. Fino ad allora rimarrà in Germania, dedicandosi all’insegnamento presso la scuola di danza di Dresda fondata da Mary Wigman.  Allieva e coetanea della Wigman -com’ella aveva studiato nell’istituto di Dalcroze a Hellerau- Hanya davvero è il tramite tra la danza espressionista di matrice tedesca e la Modern dance americana. Il suo metodo d’insegnamento difatti unisce la tendenza alla teatralizzazione dei movimenti di derivazione espressionista (importantissima l’influenza di Rudolph Laban) con la plasticità e tecnicismo tipici della Modern dance americana. Non a caso il suo stile verrà definito Holm Lyricism. Nel 1931 dunque si trasferisce a New York per aprire e dirigere la scuola di danza di Mary Wigman, che nel 1936 diverrà l’ Hanya Holm Studio. Coreografa, ballerina, insegnante, la Holm aveva già dato prova del proprio talento con la partecipazione alle coreografie dello spettacolo della Wigman  Das Totenmal (1931).  Il complesso e  intenso rapporto tra queste due protagoniste della danza è testimoniato dal carteggio pubblicato in DanceBusiness, and Politics: Letters from Mary Wigman to Hanya Holm, 1930-1971.

danzatrice Hanya Holm foto autografata

In Foto Hanya Holm

Nel 1939 Hanya prende dunque la cittadinanza americana; due anni prima, durante l’importante festival estivo al Bennington College, aveva presentato Trend, musiche di Wallinford Riegger e Edgar Varèse. Questo lavoro affronta tematiche sociali molto forti, quali l’alienazione derivata dall’urbanizzazione e dal sorgere delle grandi industrie; lo sfruttamento, la ribellione dell’uomo alla complessità del vivere nelle grosse metropoli. Le stesse tematiche che troviamo anche nel lavoro di Anna Sokolow. Il piglio polemico di Hanya, la sua capacità ironica, sono evidenti in Metropolitan Daily, 1938, uno spettacolo che mette in scena un ipotetico magazine-cabaret satirico (evidente il richiamo alla tradizione del dadaismo tedesco, con le sue pubblicazioni dissacranti). In Tragic Exodus, 1939, il ricorso al vocabolario corporeo espressionista è evidente: i movimenti dei ballerini seguono un preciso schema ritmico, delineando forme essenziali nello spazio scenico. Come per la Wigman, una grande attenzione è data allo sviluppo dei movimenti del corpo in senso orizzontale, dove i ballerini agiscono seduti. Ma la tecnica d’insegnamento di Hanya predilige l’allenamento della parte bassa del corpo, degli arti; in questo senso c’è un recupero delle tecniche di preparazione alla danza di derivazione classica (scelta questa che faranno anche Ted Shawn e Merce Cunningham). Insomma, la qualità del movimento è tutto nel metodo della Holm; il ballerino deve perciò avere una precisa capacità di controllo sul peso del proprio corpo, deve focalizzare la propria attenzione sulla gravità. E’ grazie a questa consapevolezza che il performer potrà quindi ricorrere all’improvvisazione. Suoi allievi furono Alwin Nikolais, Murray Louis, Valerie Bettis, Glen Tetley, Don Redlich e Mary Anthony. Nel 1941 da avvio a corsi di danza estivi in Colorado, fondando il Center of Dance a Colorado Springs. 

Oltre alle numerose attività didattiche, la Holm realizza importanti musical per i teatri di Broadway: Kiss Me, Kate (1948); The Liar (1950), Out of This World (1950), The Golden Apple (1954), My Fair Lady (1956), di cui curò anche l’adattamento per il cinema (1958) , Christine e Camelot, entrambi del 1960; Anya (1965). La sua influenza allo sviluppo della scuola americana di danza contemporanea non è meno a quella che ebbero Martha Graham, Doris Humprey e Charles Weidman. Non a caso saranno ricordati come i fabulous four della modern dance.

Bibliografia essenziale

Debra Craine and Judith Mackrell. Hanya Holm, The Oxford Dictionary of Dance.  New York: Oxford University Press Inc., 2000.

Sorell, Walter, Hanya Holm; the Biography of an Artist. Middletown, Conn.: Wesleyan University Press, 1969.

Claudia Gitleman, Dance, Business, and Politics: Letters from Mary Wigman to Hanya Holm, 1930-1971, New York, 1997.

Leonetta Bentivoglio, Danza Contemporanea, Longanesi, Milano, 1985.

Claudia Gitelman; Marianne Forster; Mary Wigman; Hanya Holm. Dance Chronicle, Vol. 20, No. 1. 1997.

Foulkes, Julia. Modern Bodies: Dance and American Modernism from Martha Graham to Alvin Ailey.The University of North Carolina Press, 2002.121.

Cristofori, Marilyn. Hanya Holm. International Dictionary of Modern Dance. Ed. Taryn Benbow-Pfalzgraf. Detroit: St. James Press.

Sorell, Walter. Hanya Holm; the Biography of an Artist. Middletown, Conn.: Wesleyan University Press, 1969.

Nancy Reynolds and Malcolm McCormick. Hanya Holm. No Fixed Points: Dance in the Twentieth Century. New Haven: Yale University Press, 2003. 

Isadora Duncan

 “…camminare in punta di piedi o sollevare le gambe fino all’altezza della testa. Queste posizioni sgraziate, artificiali non esprimono assolutamente lo stato di abbandono dionisiaco, che ogni danzatrice dovrebbe conoscere…” (I. Duncan, Lettere dalla danza)

Sarebbero mai state possibili le grandi innovazioni della danza nel ventesimo secolo senza la tumultuosa comparsa di Isadora Duncan sulla scena della danza internazionale? Isadora Duncan, a suo modo, è un punto d’arrivo e un punto di partenza…